Colporteurs. Pedlars: Sulle strade, a seguire di persona le proprie merci, rimasero soltanto i mercanti ambulanti. Generalmente essi operavano in ambito regionale o locale. Trasportavano e vendevano di tutto, nelle case di campagna, nei mercati, nelle fiere. Nella Svezia del Sei e Settecento vendevano dai ferri di cavallo ai chiodi, alle serrature, ai libri, agli almanacchi, alle spille. Spesso questi piccoli mercanti erano ebrei. Per la Polonia e la Germania è stato calcolato che il 40-50 per cento del traffico ambulante fosse nel Seicento nelle mani di ebrei girovaghi. In molti casi trasportavano le loro merci di persona, senza l’uso di animali. In Inghilterra, alla fine del Seicento, solo 400 pedlars su 2000-3000 possedevano una bestia da soma; spesso non avevano fissa dimora e rifornivano gli abitanti delle campagne di coltelli, trine, guanti, bicchieri, pepe, zafferano, tessuti. Erano il bersaglio delle ire dei piccoli bottegai, cui sottraevano una parte della clientela di campagna, e anche dei benpensanti, che vedevano nella loro vita senza regole un pericolo per la pubblica quiete (P. Malanima, Economia preindustriale. Mille anni: dal IX al XVIII secolo, Milano, Bruno Mondadori, 2000, pp. 432-433).
Vedi anche L. Fontaine, Histoire du colportage en Europe XVᵉ-XIXᵉ siècle, Paris, Albin Michel, 1993; B. Salvemini, La sintesi e il suo oggetto: comunità montane e mercati nell’Europa di età moderna, in B. Salvemini, Il territorio sghembo. Forme e dinamiche degli spazi umani in età moderna. Sondaggi e letture, Bari, Edipuglia, 2006, pp. 229-243.