Colonizzazione interna: si intende […] la fondazione di colonie di popolamento, per lo più agricole, in territori situati in genere ai “margini” o su “fronti pionieri” degli spazi imperiali: è il caso dei greci manioti che i genovesi spedirono a popolare Paomia e poi Cargese, nella Corsica meridionale, negli anni Settanta del Seicento.[1] Sono dunque considerati “coloni” gli individui e i gruppi inviati ad abitare e sfruttare questi territori, in genere in cambio della concessione di proprietà fondiarie e di alcuni vantaggi fiscali. Questo modo di governo delle popolazioni e di messa a frutto dei territori rappresenta un fenomeno di vasta ampiezza in età moderna, sia per l’entità dei gruppi dislocati, sia per la frequenza delle iniziative condotte, sia per la loro estensione geografica – si realizzano non solo su scala dell’intero Mediterraneo ma accompagnano l’espansione mondiale dei primi imperi coloniali europei.[2] All’interno di questo fenomeno complesso e plurale, è un problema complicato, se non insolubile, distinguere nettamente il flusso delle migrazioni volontarie da quello delle deportazioni forzate.[3] Tra i coloni si contavano molti contadini e artigiani attirati dalla speranza (spesso subito infranta) di un’esistenza meno difficile, ma anche di popolazioni espulse, esiliate o relegate nelle zone di frontiera degli imperi, così come diversi gruppi diasporici, in particolare greci, ebrei, moriscos o armeni. Erano possibili iniziative personali, ma la maggior parte di queste mobilità era organizzata da “impresari di manodopera”, che allestivano vere e proprie catene migratorie – di famiglie, villaggi o comunità intere – per rispondere ai bisogni delle autorità politiche locali (G. Calafat-M. Grenet, Mediterranei. Storia delle mobilità umane (1492-1750), traduzione di Filippo Benfante, Roma, Viella, 2025, pp. 38-39; ed. or. Mediterranées. Une histoire des mobilités humaines (1492-1750), Paris, Points, 2023).
[1] G. Salice, Diaspore greche e colonizzazione interna nella Toscana granducale (XVI-XVII secolo), in La terra ai forestieri, a cura di Giampaolo Salice, Pisa, Pacini, 2019, p. 127.
[2] J.Lucassen-L.Lucassen, The Mobility Transition Revisited, 1500-1900. What the Case of Europe Can Offer to Global History, in «Journal of Global History», 4, 3 (2009), pp. 347-377; Salice, Una “logistica” della colonizzazione interna nell’Europa d’età moderna?, in «Quaderni di Scienza & Politica», 11 (2020), pp. 115-133; P. O’Flanagan, Mediterranean and Atlantic Settler Colonialism from the Late Fourtenth to the Early Seventeenth Centuries, in The Routledge Handbook of the History of Settler Colonialism, a cura di Edward Cavanagh e Lorenzo Veracini, London-New York, Routledge, 2020, pp. 37-48.
[3] M. Monge-N. Muchnik, L’Europe des diasporas. XVIe-XVIIIe siècle, Paris, Presses Universitaires de France, 2019, p. 13.