Colonato: Si definisce colonato, in età romana e in territorio italiano, quel sistema di inquadramento della manodopera agraria che prevede l’affidamento in gestione di uno o più lotti di terreno a singoli individui (coloni), coadiuvati dal proprio nucleo familiare. Tale affidamento avviene tramite forme di affitto da parte del proprietario della terra, che possono variare nella durata, ma che sovente almeno per quanto si può comprendere dalla superstite documentazione di età tardoromana, si estendono nel tempo, al fine di garantire continuità nella cura del fondo affidato. Si è spesso asserito che la gestione delle proprietà agrarie tramite la manodopera colonica si sia affermata in età tardoantica in seguito alla crisi del modello della villa schiavistica di età tardorepubblicana e protoimperiale. In realtà le ricerche più recenti hanno dimostrato che il colonato è ben presente già in questo periodo, sebbene la sua maggiore «visibilità» nella legislazione e nella trattatistica agraria tardoantiche possono probabilmente dipendere anche dalla crisi del modello di gestione della proprietà agraria mediante squadre di schiavi acquartierati nelle ville. Tra i coloni tardoantichi troviamo persone di condizioni personale sia libera che servile, senza che si possano apprezzare, in conseguenza di ciò, differenze rilevanti di trattamento e di condizioni di vita. Se ne è dedotto che ciò fosse il portato di un generale appiattimento verso il basso dello status delle masse rurali, legate nella terra che coltivano (glebae adscripti), senza margini di indipendenza nella gestione del proprio lavoro e della propria esistenza. Ma può anche essere vero il contrario, e cioè che, in un contesto in cui declina, in Italia, la produzione agricola intensiva e l’economia si assesta su ritmi più rallentati, gli schiavi cui viene affidata la gestione di un fondo agricolo guadagnino condizioni di vita più umane e i contadini liberi non mutino sensibilmente le proprie rispetto al passato. In ogni caso, nel mondo del colonato tardoromano troviamo realtà assai variegate, che dipendono da vicende e contesti specifici. Per cui si conoscono anche casi di persone che, mentre sono affittuarie di un proprietario, possono anche essere contemporaneamente detentrici in piena proprietà di altro terreno, ovvero coloni che divengono affittuari di vaste estensioni terriere e a loro volta subaffittano ad altri i terreni costituendo una sorta di categoria intermedia tra i contadini veri e propri e le classi proprietarie (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, p. 690).