Cavalleria: Il termine designa sia l’insieme dei cavalieri, sia il sistema di valori e ideali tipici dei cavalieri. Fino al XIV secolo almeno, il cavaliere era innanzitutto un guerriero di professione, che grazie a un lungo addestramento era in grado di combattere a cavallo. In origine, faceva parte della cavalleria chiunque riceveva in donazione da un potente il costoso equipaggiamento militare e l’ancor più prezioso cavallo da combattimento, o chiunque poteva acquistarli grazie al possesso di consistenti beni. Combattere a cavallo divenne sempre più una prerogativa di pochi, un indizio di preminenza sociale. Cavalieri erano i titolari di signorie rurali, e cavalieri erano anche i guerrieri che aiutavano i signori a esercitare i loro diritti. La comunanza di valori e di stile di vita con i personaggi più potenti e la netta superiorità dei cavalieri rispetto alla gran massa della popolazione fece con il tempo sviluppare l’idea che gli uomini di umile nascita non dovessero accedere alla cavalleria. Sempre più spesso, solo chi era nato in una famiglia di cavalieri veniva ammesso all’addobbamento. Con quest’ultimo termine si indicava la cerimonia con cui un uomo diveniva a tutti gli effetti cavaliere. Questo rito, pubblico e celebrato in forme sempre più solenni e sfarzose, consisteva essenzialmente nella consegna delle armi e in un colpo inferto simbolicamente con il piatto della spada («collata»). Doveva essere obbligatoriamente officiato da un personaggio già insignito della cavalleria. Il rituale dell’addobbamento e più in generale tutti i valori cavallereschi andarono evolvendosi anche per influsso della Chiesa, che elaborò l’immagine del cavaliere ideale, pronto a difendere le chiese, i poveri, le vedove e gli orfani; come pure sull’evoluzione dei valori cavallereschi influì molto la letteratura in volgare, con la sua esaltazione dell’amor cortese e della dedizione del cavaliere a una dama. Al duraturo prestigio della cavalleria, infine, contribuì anche la nascita degli ordini militari, come l’Ordine teutonico e quello di S. Giovanni (o dell’Ospedale, e poi di Rodi e di Malta). Si trattava di ordini religiosi di nuovo genere, nati durante la I crociata, che imponevano come voto ai loro membri la difesa con le armi dei pellegrini e la lotta ai musulmani. Oggetto di generale ammirazione e di continue donazioni, divennero dal XII secolo istituzioni potentissime, dotate di grandi ricchezze e di influenza politica in tutta l’Europa (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, pp. 689-690).