Cammello

– C –

Cammello: L’introduzione dei cammelli nel Sahara tra il II e il V secolo d. C., segnò il vero inizio del commercio trans-sahariano. L’ipotesi più accettabile circa l’introduzione dei cammelli suggerisce che il dromedario a una gobba impiegato ora in tutta la regione sahariana fu addomesticato nell’Arabia meridionale. Il suo impiego si diffuse dapprima in Somalia e in seguito, a nord, in Egitto, nel I o II secolo a. C. In questo frattempo, il suo allevamento si diffuse a occidente lungo il bordo meridionale del deserto fin nei pressi del Lago Ciad e oltre, I cammelli quindi raggiunsero l’Africa nord occidentale dal sud, introdotti probabilmente dagli antenati nomadi di lingua berbera degli odierni Tuareg. I cammelli sono tra i più efficienti animali da soma; nella maggior parte dei casi più efficienti dei carri da trasporto. La loro capacità di rimanere per lunghi periodi senza bere li rese essenziali per i viaggi nel deserto, ma la loro superiorità rispetto agli altri animali da soma significò, in questo periodo, che il Sahara non solo cessava di essere una barriera, ma diventava in realtà una regione privilegiata del trasporto a basso costo, ogni qualvolta si riuscisse a tenere a bada i predoni nomadi[1] (P. D. Curtin, Mercanti. Commercio e cultura dall’antichità al XIX secolo, Roma-Bari, Editori Laterza, 1988, pp. 24-26).

[1] Per i cammelli in generale vedi R. W. Bulliet, The Camel and the Wheel, Cambridge (Mass.) 1975, specialmente pp. 7-27 e 111-40. Per i calcoli dell’efficienza del trasporto nel Sahara occidentale vedi P. D. Curtin, Economic Change in Precolonial Africa. Senegambia in the Era of the Slave Trade, Madison (Wis.) 1975, vol. 1, pp. 278-85.

 

Torna al Dizionario storico

Torna alla Home