Burocrazia, burocratizzazione

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Burocrazia, burocratizzazione: Nelle moderne scienze sociali si intende per burocrazia una specifica forma di amministrazione, relativa all’ambito dei sistemi politici, ma non solo, le cui caratteristiche elementari possono essere così sintetizzate: soggetti dell’attività burocratica sono uffici, ossia organi collettivi, più che i singoli burocratici; tali uffici sono costituiti da un personale specializzato che si distingue tanto dal ceto politico quanto dalla società civile; la burocrazia presuppone dunque un’articolazione del sistema politico-istituzionale e la distinzione fra uno spazio nel quale si elaborano le decisioni e un altro, la burocrazia appunto, nel quale tali decisioni vengono portate a esecuzione, attraverso modalità più o meno formalizzate (routines). Burocrazia è concetto elaborato soprattutto dai sociologi e teorici della politica attivi fra XIX e XX secolo (in particolare Max Weber e Roberto Michels) per lo studio degli Stati e dei sistemi politici contemporanei (comprendenti, questi ultimi, tutto l’arco delle organizzazioni collettive, a partire dai partiti e dai sindacati); tuttavia la sua utilizzazione è risultata sempre più pervasiva, toccando ad esempio l’analisi di apparati non politici come il management imprenditoriale, e investendo direttamente lo studio del passato. In questo caso, particolare fortuna ha avuto l’idea di burocratizzazione, riferita alla formazione di specifiche strutture burocratiche come segno distintivo dell’emergenza di forme statuali avanzate; e ciò in epoche differenti, sia antiche (ad esempio la burocrazia imperiale romana) che moderne e contemporanee (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 637).

 

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