Bomba atomica: La prima esplosione atomica sperimentale avvenne nel luglio del 1945 nel deserto del New Mexico. Il 6 e il 9 agosto due bombe atomiche furono sganciate dall’aeronautica americana sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. La nuova arma era frutto del più grande e costoso progetto di ricerca scientifica mai intrapreso: vi avevano lavorato dal 1942, sotto la direzione del generale Leslie R. Groves e del fisico Robert J. Oppenheimer, oltre 6000 persone, al costo di 2 miliardi di dollari. Nel 1949 anche l’Urss sperimentò la nuova arma e – mentre veniva costruita l’ancor più potente bomba all’idrogeno – altri paesi si dotarono di ordigni nucleari (la Gran Bretagna nel 1952, la Francia nel 1961, la Cina nel 1964). Per tutto l’arco della guerra fredda il perfezionamento di queste armi di distruzione di massa, e dei missili per il loro lancio, fu l’epicentro di un complesso e costosissimo sistema di ricerca scientifica a fini militari. Sempre più le due superpotenze e i loro sistemi di alleanza (Nato e Patto di Varsavia) affidarono a estesissimi armamenti nucleari il compito di prevenire un conflitto militare, attraverso l’azione di deterrenza che la loro immensa capacità distruttiva realizzava. Ciò suscitò in diversi momenti una diffusa protesta pacifista, che denunciava un equilibrio internazionale basato sul terrore della guerra atomica e criticava l’utilizzo a fini militari di una scienza che appariva perciò nemica dell’umanità (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, p. 636).