Avanguardia

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Avanguardia: Di chiara derivazione militare, il termine […] è di consuetudine riferito a movimenti sia d’ordine artistico-letterario che politico-sociale attivi nella fase di formazione della società di massa, nei decenni tra Otto e Novecento. Sono questi infatti gli anni della costituzione di avanguardie artistiche (il cubismo, il futurismo, il dadaismo, il surrealismo ecc.) che si affermano consapevolmente come soggetti portatori di una rottura della tradizione, e che derivano da correnti culturali e gruppi artistici che già nel secondo Ottocento avevano elaborato programmi sempre più precisi e definiti di innovazione nel campo delle idee estetiche e dei mezzi espressivi. I principali caratteri che contraddistinguono le avanguardie sono, di massima, da un lato l’antagonismo programmatico contro i valori e le convenzioni sociali dominanti, dall’altro la volontà di esercitare un ruolo egemonico di guida. L’avanguardia artistica è spesso sperimentale (non va dimenticato, agli inizi del Novecento, il peso culturale esercitato dalle rivoluzioni teoriche in campo scientifico); pronta a cogliere le sfide del nuovo mondo della macchine, che offrono materiali del tutto nuovi consentono forme inedite di riproducibilità dell’opera d’arte; è fortemente inventiva e spesso programmaticamente provocatoria nei confronti dell’establishment. Sul versante politico, il concetto di avanguardia affonda le sue radici nella pratica dell’organizzazione di piccoli gruppi clandestini ribelli (le sette), e si evolve lungo l’Ottocento dando vita a diverse tipologie di strutture rivoluzionarie permanenti: con Marx, e ancora più con Lenin, l’avanguardia diviene il partito rivoluzionario che guida le masse lungo la via della conquista del potere. È significativo notare come, nei primi decenni di questo secolo, le avanguardie artistiche e quelle politiche si siano spesso intrecciate, in un processo di progressiva politicizzazione dell’arte (si pensi al rapporto tra il futurismo italiano e il fascismo, tra quello russo e la rivoluzione sovietica, tra il surrealismo e l’impegno antifascista degli anni trenta ecc.): in estrema sintesi si trattava, come è stato scritto, di movimenti tesi a «ricomporre l’unità fra l’arte e la vita a partire dal rifiuto della società borghese democratico-capitalista e in vista di una nuova produttività dello spirito» (Alcune parole chiave della storia contemporanea, in Storia contemporanea, lezioni di A. M. Banti et al., Roma, Donzelli, 1997, pp. 635-636).

 

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