Assolutismo: sistema di governo caratterizzato dall’indipendenza del sovrano, che avrebbe concentrato il potere ignorando la mediazione con le rappresentanze cetuali, di fatto declinate in tutta Europa, e rinunciando ad affidarsi a ministri plenipotenziari. L’esempio che più di altri dimostrerebbe cosa sia assolutismo è la Francia di Luigi XIV: il simbolo del monarca accentratore a cui si sarebbero ispirati Pietro I di Russia, Vittorio Amedeo II di Savoia (duca dal 1675) e più tardi i Borbone di Spagna (V. Lavenia, 1660. Lo Stato sono io: la Francia e l’Europa del tardo Seicento, in Introduzione alla storia moderna, a cura di Marco Bellabarba e Vincenzo Lavenia, Bologna, Il Mulino, 2018, pp. 355-356).
Monarchia di diritto divino. Legittimismo. Assolutismo: La monarchia diventa «absoluta legibus», cioè sciolta, non vincolata dalle leggi, quando è in condizioni di modificarle, di modellare la società, non più costretta alla conservazione del patrimonio legislativo. È legittima perché voluta da Dio, quindi di diritto di divino (P. Viola, L’Europa moderna. Storia di un’identità, Torino, Einaudi, 2004, p. 356).