Arti liberali

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Arti liberali: Fino al secolo XII il sistema della arti liberali costituì il principale programma scolastico del medioevo; e anche quando esso fu sostituito dall’organizzazione universitaria del sapere, la forza dell’impianto tradizionale provocò la sua sopravvivenza (di nome, se non di fatto) entro le nuove strutture di apprendimento: il ciclo universitario di base si svolgeva nella Facoltà della Arti, che adoperava il vecchio nome per contenuti in parte diversi. La storia precedente del sistema ne spiega la durata. Tre le tappe principali. Nel secolo V lo scrittore pagano Marziano Capella diede ampia diffusione con il suo De nuptiis Philologiae et Mercurii a un’articolazione del sapere da tempo consolidata: entro una cornice mitologica: l’opera personificava le sette discipline su cui si doveva fondare una cultura libera e disinteressata, e dette perciò «liberali» (grammatica, dialettica, retorica, geometria, aritmetica, astronomia, armonia). All’opera arrise per tutto il medioevo una larga fortuna. Nel secolo successivo le Institutiones di Cassiodoro, la cui seconda sezione è dedicata alle arti liberali, mostrano la piena adozione del sistema per un programma di studio cristiano: Cassiodoro vi riproduceva di fatto la parte profana del curriculum adottato a Vivarium, la comunità religiosa e intellettuale da lui fondata in Calabria intorno al 550 con l’intento di coniugare quanto restava della cultura antica con i fondamenti biblici e patristici della fede. Il sistema, che era articolato di solito nei due insieme delle discipline del linguaggio (grammatica, dialettica, retorica) e del calcolo (geometria, aritmetica, astronomia, armonia o musica) divenne infine vero e proprio curriculum scolastico tra VIII e IX secolo soprattutto per opera di Alcuino di York, ispiratore della riforma culturale carolingia. Definitivamente ripartite nel ciclo iniziale detto ora Trivio (le arti del linguaggio) e in quello superiore del Quadrivio (nome che già Boezio aveva usato per le arti del calcolo), le discipline liberali furono assunte, almeno nelle intenzioni, a fondamento di un programma educativo di scala europea, di cui rimasero il perno fino alle origini delle università (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, pp. 685-686).

 

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