Aristocrazia

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Aristocrazia/nobiltà: I due termini sono utilizzati per definire i gruppi sociali preminenti del medioevo. Numerosi storici li usano indifferentemente, come sinonimi, per tutte le epoche; altri sostengono invece che il termine nobiltà andrebbe riservato ai ceti eminenti del tardo medioevo (e dell’età moderna), e che dunque ai gruppi preminenti dell’alto e pieno medioevo si adatta meglio la definizione di aristocrazia. Questa posizione è motivata con il rischio di confondere, sotto uno stesso termine, due realtà profondamente diverse: da un lato la nobiltà posteriore al XII-XIII, che era una classe ereditaria, chiusa a nuovi ingressi (salvo deroghe del sovrano), dotata di privilegi sanciti dalla legislazione statale e presto organizzata in una complessa gerarchia di titolature; dall’altro i gruppi preminenti dei secoli anteriori, che pur essendo spesso anch’essi definiti «nobili» dalle fonti (il termine aristocrazia era allora ignoto), costituivano una vasta compagine caratterizzata non dall’ereditarietà, non dal possesso di titolature e da privilegi giuridicamente stabiliti, ma, più semplicemente, dall’esercizio del potere, dalla ricchezza, dallo stile di vita. La natura e l’origine dell’aristocrazia medievale sono state oggetto, fra gli storici, di molte controversie. Secondo parte della storiografia tedesca, già nell’alto medioevo sarebbe esistita una nobiltà ereditaria e giuridicamente distinta dal resto della popolazione. Secondo la maggior parte degli studiosi francesi e italiani, invece, prima dell’XI secolo l’Occidente avrebbe conosciuto solo una nobiltà «di fatto», cioè un insieme di gruppi preminenti in continuo ricambio, costituito tanto dai discendenti di famiglie potenti, quanto da chiunque avesse acquisito poteri e ricchezze; successivamente la cavalleria e i codici giuridico-istituzionali del feudalesimo avrebbero offerto gli strumenti per un inquadramento ordinato della preminenza. Ci sono peraltro molti termini che richiamano la superiorità sociale, più o meno definita dal punto di vista giuridico; molti di questi hanno una specificità locale, come ricos hombres e hidalgos in Spagna, o lords e gentry in Inghilterra. Più specifico poi è il caso dell’aristocrazia che, nel tardo medioevo, non ha come proprie matrici né l’idea di una forte continuità dinastica né il richiamo a una corona come fonte di legittimazione del privilegio. Rientrano in questa dimensione i patriziati delle città italiane che emergono, a partire dal Trecento avanzato, dai processi di chiusura oligarchica dei ceti di governo (Alcune parole chiave della storia medievale, in Storia medievale, lezioni di E. Artifoni et al., Roma, Donzelli, 1998, pp. 685-686).

Vedi anche Nobiltà

 

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