Animismo: Il credo secondo cui quasi ogni luogo, animale, pianta e fenomeno naturale possiede consapevolezza e sentimento, e può comunicare con gli umani. Gli animisti, insomma, possono credere che la grossa roccia che sta in cima alla collina abbia desideri e necessità. […] Nel mondo animista, gli oggetti e le cose viventi non sono gli unici esseri animati. Esistono anche entità immateriali, sul tipo di quelli che noi oggi chiamiamo demoni, spiriti, angeli. Gli animisti credono che non esista alcuna barriera tra gli umani e gli altri esseri. Possono tutti comunicare tra loro direttamente, attraverso il discorso, la canzone, la danza e la cerimonia. […] Ciò che caratterizza tutti questi atti di comunicazione è che le entità cui ci si rivolge sono degli esseri locali. Non sono dèi universali, sono piuttosto un particolare cervo, un particolare albero, un particolare torrente, un particolare spirito. Così come non esistono barriere tra gli umani e gli altri esseri, non vi è neppure una stretta gerarchia che regoli la comunicazione. Le entità non-umane non esistono soltanto per provvedere ai bisogni dell’uomo. Né sono divinità onnipotenti che gestiscono il mondo a proprio piacimento. Il mondo non gira intorno agli umani né intorno ad alcun altro gruppo di esseri. L’animismo non è una religione specifica. Si usa questo nome generico per migliaia di religioni, culti e credenze molto differenti tra loro. Ciò che li rende tutti credi “animisti” è il comune approccio al mondo e al posto dell’uomo al suo interno (Y. N. Harari, Sapiens. Da animali a dèi, traduzione dall’inglese di G. Bernardi, Milano, Bompiani, 2019, pp. 75-76).