Rosario LENTINI, Vincenzo Raja. Tra passione politica e impegno scientifico (Mazara del Vallo 1881 – Palermo 1949), Mazara del Vallo, Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, 2015, 138 pp.
Accade sovente che si perdano le tracce di uomini e donne che hanno dedicato buona parte della propria vita per il miglioramento delle sorti della Sicilia, partendo dall’idea che la via necessaria fosse quella di trovare un ruolo economico e politico all’isola all’interno di un programma di sviluppo nazionale. È questo il caso del mazarese Vincenzo Raja (1881-1949), oggetto di questo libro.
Succede in questo caso che uno studioso recuperi la storia umana, politica e la produzione scientifica di una personalità finita nell’oblio ingiustamente: è questo il caso di Rosario Lentini. L’autore, storico di economia siciliana con una predilezione per i temi della nascita e della formazione della borghesia imprenditoriale e sull’evoluzione della viticoltura e dell’enologia, partendo proprio da alcuni scritti di Vincenzo Raja in materia agraria ed enologica, ricostruisce la vicenda politica e scientifica di questo personaggio, riportando alla memoria l’interessante storia politica dell’ultimo presidente della provincia di Palermo eletto democraticamente, prima della svolta totalitaria del regime fascista.
La passione politica di Vincenzo Raja è riconducibile nella sua giovinezza all’area anarco-socialista: posizioni che lo resero noto alla prefettura di Trapani, lo portarono a collaborare con alcuni periodici anarchici e a ospitare Pietro Gori in visita in Sicilia. Negli anni successivi egli rimase sempre legato al partito socialista, nonostante le sue posizioni “non allineate” e “intransigenti”. Il culmine della carriera politica lo raggiunse quando fu eletto presidente del consiglio provinciale. Il suo nome è anche alle manifestazioni di solidarietà alla vedova Matteotti e per il discorso di commemorazione del deputato socialista letto nella seduta del 12 agosto 1924. Fatto, questo ultimo che fu di pretesto allo scioglimento del consiglio provinciale, con il quale iniziò un progressivo allontanamento del Raja dalla politica.
Il percorso scientifico di Raja non è di minore importanza. Alcune delle sue idee sul recupero e la valorizzazione di vitigni autoctoni anticipano di decenni le normative vigenti in materia di tutela e salvaguardia delle biodiversità in campo agrotecnico: esse erano all’inizio del Novecento estremamente innovative e lungimiranti. Terminò i suoi studi alla celebre Regia Scuola Superiore d’Agricoltura in Portici nel 1907 con una dissertazione sulla tesi di laurea riguardante “il vino ribollito”, che gli valse la pubblicazione. La sua attività di enologo si contraddistinse per la ricerca di soluzioni volte a sollevare l’industria del vino Marsala, ma anche a contrastare la Phillossera devastatrix che colpì la Vitis vinifera in Europa nella seconda metà dell’Ottocento, causando una grave crisi nel settore vitivinicolo, che riguardò non soltanto i proprietari delle vigne, ma anche braccianti, salariati, mezzadri, affittuari e imprenditori di aziende enologiche.
Consiglio lettura piacevole e preziosa di questo libro, che è anche corredato da un’utile e interessante appendice documentaria e fotografica.
Pietro Simone Canale