Astronomia ieri e oggi

ASTRONOMIA IERI E OGGI. Il viaggio dell’uomo lungo le mappe celesti, Foligno, Quater, 2011, 154 pp., ISBN 978-88-906050-0-0.

«Attraverso l’osservazione del cielo, si invitano i cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a riscoprire il proprio posto nell’universo, il senso profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e l’importanza della scienza sulla vita quotidiana e sugli equilibri globali della società». Questo è l’invito fatto dall’ONU all’inaugurazione dell’anno internazionale dell’astronomia celebratosi nel 2009 e con queste parole si apre Astronomia ieri e oggi. Il viaggio dell’uomo lungo le mappe celesti. L’opera è una pubblicazione del MIUR – realizzata con il patrocinio della Società Astronomica Italiana (SAIT) e in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Matteo Ricci – che compie un viaggio alla scoperta, alla divulgazione dell’astronomia quale strumento efficace «per un approccio interdisciplinare alle scienze della natura» (p. 6).
Il libro comprende otto contributi di alto valore divulgativo e informativo sul carattere trasversale e interdisciplinare che l’astronomia può avere nella scuola per favorire la scoperta delle scienze.
I primi quattro saggi offrono un’esposizione delle diverse «visioni del cosmo tramandate dalle diverse culture» (p. 6). Roberto Buonanno, L’astronomia prima di Galileo (pp. 9-39) presenta una panoramica storica delle osservazioni e delle conoscenze astronomiche dai Sumeri a Copernico; Paolo Galluzzi, Da Galileo a Newton. Genesi e affermazione dell’Universo-Macchina (pp. 41-58), offre contributo sulla Rivoluzione Scientifica del Seicento, Sun Xiaochun, L’impatto del telescopio e delle scoperte di Galileo nell’astronomia cinese nei secoli XVII e XVIII (pp. 59-77), trasferisce l’indagine sulle conoscenze astronomiche della cultura cinese del Seicento e del Settecento, dove le nuove scoperte scientifiche e i metodi di osservazione empirica penetrarono insieme ai missionari, trovando un terreno ben più tollerante rispetto all’Europa della Controriforma. Filippo Mignini, La Cina di Matteo Ricci e l’astronomia tra Oriente e Occidente (pp. 79-95), delinea quindi la figura del celebre missionario gesuita, matematico e astronomo che visse in Cina tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.
Merita una particolare attenzione, secondo me, il saggio di Alessandro Ornizzolo, Creazione ed evoluzione cosmica. Un contrasto che non esiste (pp. 97-112). Dalla lettura di esso emerge la necessità di non confondere il piano religioso e delle Sacre Scritture con quello scientifico-razionale, poiché essi ricoprono ruoli diversi: il primo ricerca, infatti, una causa creatrice, mentre il secondo si occupa di comprendere le cause efficienti. A questo contributo segue l’analisi attenta di Aldo Altamore, Astronomia a scuola. Prospettive per un insegnamento integrato delle scienze (pp. 113-132): il contributo si propone come vero punto centrale della pubblicazione, poiché focalizza perfettamente l’intento di questo libro e lo sforzo del Ministero per far sì che l’astronomia diventi strumento di interdisciplinarità e approfondimento, favorendo in tal modo la «trasmissione dei saperi scientifici, sia nell’ambito dell’educazione formale che in quello non formale» (p. 116), e contrastando così la «crisi delle vocazioni scientifiche» (p. 119), causa del calo di iscrizioni nelle Facoltà di Chimica, Fisica e Matematica.
Giuseppe Marucci, Osservatori, musei, nuove tecnologie e media (pp. 133-146), traccia una panoramica delle iniziative sperimentali per la diffusione dello studio dell’astronomia nelle scuole attraverso un approccio scientifico-tecnologico e la pratica di laboratorio. L’ultimo contributo, L’attività spaziale italiana (pp. 147-153), è redatto da Enrico Saggese ed è dedicato allo stato attuale della ricerca italiana nel settore dell’astrofisica e il contributo che l’Italia fornisce alla comunità scientifica internazionale.
La pubblicazione è molto ben curata, ricca di informazioni, riferimenti bibliografici ed è corredata da un ottimo apparato illustrativo.

Pietro Simone Canale

Questa recensione è stata pubblicata in «Mediaeval Sophia», 13 (2013), pp. 302-3.

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